Scoprire la Liguria oltre le Cinque Terre: spiagge, sentieri e sapori

Mi trovo seduta su una panchina di legno invecchiato a Portovenere, il sole scende sul Golfo dei Poeti e non penso affatto alle Cinque Terre. Potrebbe sembrare strano, eppure è proprio questo il segreto della Liguria: mentre milioni di visitatori si affollano nei cinque borghi UNESCO, questa costa ha ancora innumerevoli storie da raccontare a chi sa fermarsi e ascoltare.
La Liguria è molto più di quello che mostrano le cartoline. È un territorio dove le montagne scendono a picco sul mare, dove ogni angolo ha una ricetta segreta tramandata da generazioni, dove i sentieri battuti dal turismo di massa lasciano spazio a camminate silenziose e contemplative. Quando ho deciso di esplorare questa regione oltre i circuiti più noti, ho scoperto un mosaico straordinario di paesi, sapori e paesaggi che meritano di essere conosciuti tanto quanto le celeberrime Cinque Terre.
I gioielli nascosti della costa ligure
Portovenere rimane il mio punto di partenza ideale per chi vuole fuggire dalla rotta turistica principale. Questo borgo medievale, dichiarato Patrimonio dell'Umanità insieme alle Cinque Terre, possiede un'atmosfera completamente diversa rispetto ai suoi cugini più famosi. Le case colorate si riflettono nelle acque cristalline, la Doria Devozione svetta possente sul promontorio, e le terrazze dei ristoranti offrono una prospettiva intima del mare.
Da qui, seguendo la costa verso est, imbatto in Lerici, un affascinante porto dagli influssi medievali che ha ospitato poeti e artisti. Byron nuotava in queste acque, Shelley vi compose alcuni dei suoi versi più suggestivi. La passeggiata lungo il lungomare di Lerici è un'esperienza che solleva l'anima: il castello aragonese che domina il borgo, le spiagge piccole ma accoglienti, l'odore salino mescolato a quello dei fiori di magnolia che crescono nei giardini privati.
Proseguendo verso ovest, scopro La Spezia, spesso considerata solo come porta d'accesso alle Cinque Terre ma meritevole di una sosta consapevole. Il Castello di San Giorgio offre una vista panoramica che abbraccia l'intero golfo, mentre il Museo Civico conserve reperti archeologici di straordinaria importanza. Le spiagge di Portovenere, Fezzano e Ivo Battaglini sono meno affollate ma altrettanto belle delle loro sorelle più celebrate.
I sentieri dell'entroterra e le tradizioni montane
Quello che affascina maggiormente di questa regione è come il mare e la montagna si intreccino così intimamente. Quando abbandono la costa e inoltro lungo i sentieri dell'interno, scopro il vero cuore della Liguria. Lungo la Val di Vara, un canyon fluviale di rara bellezza, le acque turchesi scorrono tra rocce millenarie mentre i castagni e le querce creano un'ombra fresca e rigenerante.
I piccoli paesi dell'entroterra conservano ancora le usanze di una volta. A Vernazza e Manarola, sì, frequentiamo anche i borghi più noti delle Cinque Terre, ma saliamo più in alto verso Volastra e Groppo, dove il turismo di massa scompare completamente. Qui le Comunità locali|Comunità mantengono vive le tradizioni della viticoltura eroica, dove ogni vigneto è un capolavoro d'ingegneria agricola su terrazzamenti che sfidano la gravità.
Parto con lo zaino leggero da Monterosso al Mare, scelgo il sentiero costiero che risale verso Levanto, un percorso meno battuto rispetto al famoso Sentiero Azzurro. Durante i quattro ore di cammino, l'unico suono è il fruscio dei lecci, lo scrosciare del mare sottostante, i cinguettii degli uccelli. Incontro contadine che raccolgono limoni, ascoltano storia di famiglie che qui abitano da secoli, cibo che cresce da radici profonde.
La cucina autentica e i sapori della memoria
Non si può raccontare la Liguria senza parlare della sua gastronomia, quella vera, quella che preparano nelle case e nei piccoli ostelli gestiti da nonni che ancora ricordano come si facevano le cose. La focaccia non è un semplice pane, è un rituale: l'ho vista preparare a Recco, dove il forno a legna brucia da oltre cento anni ogni mattina alle quattro per sfornare la specialità locale, la focaccia col formaggio, così sottile e croccante da sembrare carta da filtro.
A Portovenere, assaggio la Cucina di mare|Pesto fatto al mortaio in un'osteria dove il chef è un signore ottantenne che non sa cosa sia un frullatore. Basilico, aglio, pinoli, pesce Genovese, sale: nient'altro. Il pesto non è un condimento, è una filosofia di vita che racchiude il concetto ligure di semplicità e perfezione.
Le trofie al pesto, il branzino al forno con patate e cipolle dolci, la frittura di alaccie: ogni piatto racconta una stagione, una tradizione, una generazione. Nei piccoli paesi costieri, trova botteghe dove si produce ancora la bottarga a mano, dove le acciughe salate riposano in barili di legno di castagno, dove le ricette si tramandano solo oralmente perché chi le conosce sa che certi sapori non si scrivono, si vivono.
Quando andare e come organizzarsi
L'autunno rimane la stagione ideale per questa esplorazione consapevole. Settembre e ottobre offrono ancora acqua tiepida per nuotare, ma le folle si riducono significativamente. Le giornate sono lunghe, la luce dorata al tramonto illumina ogni angolo in modo cinematografico, le temperature permettono camminate lunghe senza soffrire il caldo eccessivo.
Scelgo sempre di soggiornare nei paesi meno noti: Lerici o La Spezia come base principale, poi mi sposto con gli autobus locali o affittando una bicicletta. I sentieri sono ben segnalati, non serve una guida turistica, basta consultare le mappe online. Porto con me una macchina fotografica, un taccuino, scarpe da trekking comode, la curiosità di chi sa che il viaggio autentico inizia solo quando le mappe finiscono.
La Liguria oltre le Cinque Terre è una lezione di pazienza, di bellezza discreta, di come l'Italia abbia ancora angoli dove il turismo non ha trasformato completamente la realtà in spettacolo. Quando allontano lo sguardo da Portovenere al tramonto e vedo un peschereccio che rientra al porto con le ultime luci del giorno, capisco che il vero viaggio non è la meta, ma il modo in cui scegliamo di raggiungerla.

