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Settembre sul Lago di Como: cosa fare tra natura, ville e gastronomia locale

Renata Bardinidi Renata Bardini· 22/08/2026 21:24
Settembre sul Lago di Como: cosa fare tra natura, ville e gastronomia locale

Settembre sul Lario è come entrare in un teatro quando le luci si abbassano ma la scena è tutta per te. La folla estiva dirada, l’aria si fa setosa e i battelli sembrano andare al ritmo dei tuoi passi. Se cerchi giornate leggere tra colline, ville storiche e piatti di lago, questo è il tuo mese. Dopo avere vissuto sei mesi in Sicilia, in una piccola struttura a Noto, ho imparato quanto conti ascoltare i ritmi locali: qui, in settembre, il Lago di Como te li sussurra con chiarezza.

Perché settembre è il mese giusto

Le temperature oscillano intorno ai 18–24 °C: ideali per camminare senza sudare e per un ultimo tuffo se ami l’acqua fresca. La luce è dorata e, nelle ore centrali, il lago riflette le montagne come uno specchio appena increspato. Ti chiedi se soffia vento? Sì, ma è un alleato: al mattino arriva il Tivano, leggero; nel pomeriggio la Breva spinge le vele. Funziona come quando una città ha due linee di autobus: una al mattino e una al pomeriggio, ciascuna con il suo percorso.

Le code spariscono e i prezzi di molte strutture si addolciscono. In settimana trovi musei e ville più vivibili. Se ami fotografare, l’ora d’oro regala contrasti nitidi e cieli cobalto senza foschia estiva.

Borghi e ville d’acqua: un itinerario di 48 ore

Immagina di partire da Varenna. Alle prime ore, Riva Grande è silenziosa, e la passerella degli Innamorati ti accompagna verso l’acqua con piccole terrazze fiorite. Villa Monastero merita per i giardini a terrazze e gli scorci tra palme e agrumi: è l’incontro tra montagna e mediterraneo in pochi passi.

Con il traghetto raggiungi Bellagio: il centro si arrampica in salite acciottolate e cortili. Fai un salto a Pescallo, la frazione sul lato est, dove le barche sembrano dipinte. Se ami i giardini all’italiana, le dimore storiche ti accolgono con collezioni d’arte e punti panoramici sul triangolo del lago.

Il secondo giorno segue la costa della Tremezzina. Villa Carlotta è un classico: sculture neoclassiche e piante esotiche. Più a sud, Villa del Balbianello domina una penisola verdissima: ci arrivi a piedi o in taxi-boat, come un cameo in un film. Sull’altra riva si alza il Santuario della Madonna del Soccorso, parte dei Sacri Monti, un patrimonio riconosciuto da UNESCO: cappelle affrescate, silenzio e una vista che riordina i pensieri.

Se preferisci ritmi lenti, segui un tratto della Greenway della Tremezzina: è una passeggiata che cuce borghi, giardini e porticcioli. Ti muovi tra pietra e acqua, con panchine strategiche per soste “con vista”.

Sentieri e natura senza fretta

Il Sentiero del Viandante è la spina dorsale escursionistica della sponda orientale. Non serve farlo tutto: scegli una tappa tra Lierna e Varenna o tra Varenna e Bellano. Parliamo di 2–3 ore su mulattiere, uliveti e balconi naturali. È segnato bene e in settembre l’ombra è amica.

Sul lato occidentale, la Greenway del Lago di Como regala 10 km quasi in piano. È come una metropolitana panoramica in quota: entri e esci dai borghi, senza lo stress delle strade trafficare. Se vuoi salire di livello, raggiungi il Monte Grona o l’Alpe Giumello: i sentieri si allungano, ma la ricompensa è una vista a 360° tra lago e Alpi. Porta una giacca leggera: a 1500 metri, il sole inganna.

Esperienze sull’acqua: traghetti, kayak, vela

I traghetti qui funzionano come una rete di navette galleggianti. Compra un pass giornaliero e dimentica l’auto: sali e scendi tra Varenna, Bellagio, Menaggio, Tremezzo. È il modo più semplice per sgranare una collana di borghi senza nodi. I tempi? In genere ogni 20–40 minuti sulle tratte principali, più diradati la sera.

Vuoi toccare l’acqua? Un giro in kayak al mattino presto, quando la superficie è seta, ti regala bassorilievi di luce sotto i promontori. Lo stand up paddle è perfetto nelle baie riparate. Nel pomeriggio, la Breva invita a una prova di vela con skipper: senti la barca che si inclina e il vento che ti pulisce la testa. Se non hai esperienza, affidati ai circoli locali: ti spiegano manovre base in 15 minuti, come imparare a usare tre pedali in una rotonda tranquilla.

Tavola di settembre: cosa assaggiare davvero

La cucina di lago sa di cicli, reti e legna. I missoltini, agoni essiccati e conservati, arrivano in tavola con polenta gialla e cipolle: sapore deciso, memoria di pesca antica. Più delicato il lavarello, spesso in carpione o al forno con erbe. Se ami i primi, la polenta uncia è un abbraccio di formaggi e burro; nei menu compaiono anche pizzoccheri valtellinesi e sciatt, perché la montagna qui è a un passo.

I formaggi dialogano con il paesaggio: Bitto e Taleggio raccontano malghe e pascoli. L’olio extravergine “Laghi Lombardi – Lario” ha profumi verdi e leggeri; è una denominazione riconosciuta come Denominazione di origine protetta, garanzia di origine e tecnica produttiva. Provalo sulle verdure di stagione o su una fetta di pane caldo: capirai il tramonto prima ancora di vederlo.

In cantina, cerca Valtellina Superiore (Nebbiolo-Chiavennasca) e Sforzato: il primo è fine e nervoso, il secondo più avvolgente. Se preferisci la birra, diverse micro realtà giocano con luppoli fragranti e acque di montagna. A merenda, una fetta di miascia, torta di pane e frutta, sa di casa e domeniche d’autunno.

Consigli pratici e sostenibili

Come arrivare? Da Milano, i treni regionali per Varenna-Esino o Como S. Giovanni sono il modo più semplice. Funziona come quando scegli il tram invece dell’auto: scendi in centro e sei già sul lungolago. Da lì, muoviti con battelli e autobus locali. Se proprio usi l’auto, pianifica i parcheggi periferici: i posti centrali sono pochi e a tempo.

Biglietti e orari dei battelli cambiano in bassa stagione: controlla il giorno prima e prediligi le prime corse, meno affollate. Prenota l’ingresso alle ville più famose nel weekend. Porta scarpe comode, una borraccia (le fontanelle sono frequenti), occhiali da sole e uno strato in più per la sera: l’escursione termica sorprende.

Per dormire, valuta piccoli B&B, alberghi diffusi o agriturismi: oltre a prezzi spesso più gentili, avrai suggerimenti sinceri. È una lezione che mi porto da Noto: chi gestisce in prima persona ti indica il panificio giusto e il muretto migliore da cui guardare il tramonto. In cambio, rispetta i ritmi del luogo: niente rumori notturni, rifiuti in tasca finché non trovi un cestino, e saluta chi incontri sui vicoli. Sembra poco, ma fa comunità.

Eventi e idee last minute

Settembre è stagione di regate, mercatini artigiani e piccole sagre. Trovi serate dedicate al pesce di lago, concerti nelle ville e mostre temporanee nei palazzi storici. Non puntare tutto su un grande evento: lascia spazio all’imprevisto. Capita di seguire una musica in un chiostro e ritrovarti a fine serata con un calice in mano e una nuova mappa mentale del lago.

Se piove? Nessun dramma. Musei civici, case-museo, ville e caffè storici diventano rifugi di bellezza. E quando le nuvole si aprono, l’aria limpida rende le cime più vicine: è il momento per una breve salita al santuario o per una passeggiata tra ulivi con profumo di terra bagnata.

In fondo, settembre sul Lago di Como è questo: un invito gentile a rallentare. Scegli due borghi, un sentiero e una tavola imbandita. Il resto verrà da sé, come la brezza che nel pomeriggio rimette a posto le vele.

Renata Bardini
Renata Bardini

Renata ha trascorso sei mesi in Sicilia lavorando in una piccola struttura ricettiva a Noto, esperienza che le ha permesso di scoprire la cultura locale e i percorsi meno battuti. Da allora, si dedica a raccontare viaggi on the road con attenzione per le tradizioni e la gastronomia delle diverse regioni italiane.